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"Non mi dimetto, neanche se colpevole".
post pubblicato in Processi, il 31 ottobre 2009


Così Berlusconi dice nel libro di Vespa. Non prima di dire che però, LUI, ha ancora fiducia nei magistrati seri, quelli che gli danno ragione insomma. Quelli che, nonostante prove schiaccianti, lo lasciano libero e non lo condannano (es. caso Saccà-Berlusconi). Perchè, come dovete sapere, se un giudice non dà ragione a Berlusconi non vuol dire che ha ragione, ma che è un comunista bastardo e che è controllato dalla sinistra. Non può essere un giudice che fa semplicemente il suo lavoro attenendosi alle procedure penali. No. E' un corrotto. E pare, sta volta, non da Berlusconi (processo per corruzione in cui fu condannato il giudice Metta e, gli avvocati di B., Previti, Acampora e Pacifico) ma dalla sinistra.
Lui non si dimetterà anche se condannato. Ma vi rendete conto cosa vuol dire?
Vuol dire che, se lo condannano, e come disse Mills (condannato in appello a 4 anni e 6 mesi in attesa della cassazione) "Io e Berlusconi, o coplevoli o innocenti tutti e due", avremo un Premier ditero le sbarre che ci comanda. Ci dice cosa fare e cosa non fare. Divulga leggi. Come si può fare una cosa così?
Vogliono cambiare la costituzione. Ok. Allora inserite un articolo nel quale dite che, chi ha precedenti penali, chi è pregiudicato, chi è condannato, ecc, non può presentarsi in parlamento per coerenza di ruolo. Non si possono fare delle leggi e poi essere dei trasgressori.
Il Premier sembra quasi voler anticipare ciò che accadrà. Forse perchè è ormai sicuro che non la può più fare franca come fin'ora ha fatto. Ora anche il suo braccio destra Dell'Utri sta iniziando a farsela sotto seriamente grazie all'ammissione delle dichiarazione del pentito Gaspare Spatuzza che sostiene che Dell'Utri e Bersluconi furono i nuovi agganci per la trattativa tra stato e mafia.

Caro B., la tua era sta per tramontare. Ed io, quando il sole sarà calato definitivamente, sarò li a urlare di gioia e in attesa di una nuova alba di libertà e politica vera!
Giamporsi


continua
Critiche insensate ad Annozero.
post pubblicato in diario, il 26 settembre 2009


Mentre "Il Fatto Quotidiano" supera ogni asepttativa e vende il 91% delle sue copie prima delle 8 del mattino il primo giorno di usicta, il Ministro Scajola attacca duramente Annozero perchè "è ora di finirla con l`ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull`infamia, sulle porcherie." Annunciando addirittura la convocazione dei vertici Rai per controllare se Annozero è da considerarsi un programma degno di essere trasmesso, viene da chiedersi come, il Ministro per lo Sviluppo economico, possa accaparrarsi questo diritto nei confronti di una TV pubblica.
Ci hanno provato prima della messa in onda senza MAI mandare spot del programma e portando alle streme Santoro senza la firma di contratti, come quello di Travaglio costretto ad essere li come OSPITE e non come "secondo" di Santoro. Non erano riusciti a fermarlo in tempo, ed ora, nonostante questo programma faccia registrare ascolti ampissimi e riempendo le casse della RAI con la pubblicità, ci provano insinuando a vigliaccherie, a mala informazione.
Il problema è proprio questo. Questo tipo di informazione da fastidio. Si è parlato della libertà di stampa e del problema dell'informazione in Italia mettendo sul piatto TUTTO quello che cera da dire. C'era un "accusatore" ed un contradditorio, elemento indispensabile per una TV democratica, al contrario di quanto avviene da Vespa, che quando ospita il Premier non ha nessun altro in studio che lo possa smentire. Eppure perchè di questo programma nessuno se ne lamenta? Forse perchè non dice TUTTO quello che c'è da dire? Forse perchè parla del premier e della politica come "cosa buona e giusta" senza mai toccare temi veramente caldi come processi, accuse, ecc?
Non voglio denigrare Vespa, perchè è un giornalista, purtroppo, controllato dall'alto. Qualche puntata buona ed interessante la fa anche lui, come quella post terremoto.
Bisogna imparare a rispettare questo paese e la libertà di informazione. Dobbiamo difendere la voglia di sapere che in molti, come me, hanno. Una volontà di conoscenza che non si trova da nessuna parte, o quasi.
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